- I criteri di elaborazione e definizione del POF
- Dove siamo
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- Che cosa è il POF
- Staff di direzione
- Organigramma
- Rapporti scuola-famiglia
- Le scelte didattico - pedagogiche
- Ampliamento dell'offerta formativa
- Azioni didattiche
- C.I.C e creativita'
- Formazione classi e accoglienza
- Piani di studio
- Regolamento disciplinare
Che cosa è il POF
Inserito da dirigente il Dom, 12/02/2006 - 18:59 ::
Il POF è lo strumento attraverso il quale la scuola rende trasparente e leggibile ciò che fa e perché lo fa.
E' coerente con gli obiettivi cognitivi ed educativi determinati a livello nazionale e riflette le esigenze del contesto territoriale locale nei suoi aspetti culturali, sociali ed economici.
Il P.O.F. interessa tutti gli operatori e gli utenti della scuola, in particolare gli alunni e i genitori ai quali è rivolto ed impegna le istituzioni scolastiche e l'intera comunità nel raggiungimento delle finalità individuate.
Ha la funzione di illustrare:
- le mete e i percorsi educativi e cognitivi;
- le modalità organizzative ed operative;
- i criteri di utilizzazione delle risorse umane e finanziarie;
- i collegamenti interni tra i diversi gradi di istruzione e quelli con l'università;
- i rapporti con il territorio
Il P.O.F. è parte integrante della "Carta dei Servizi Scolastici", derivata dalla legge del 27/1/1994, "Principi sull'erogazione dei servizi pubblici", che impone ai servizi pubblici di definire le procedure interne ed amministrative e di pubblicizzarle adeguatamente. Il P.O.F. si uniforma, inoltre, ai principi fondamentali illustrati nella Carta dei Servizi ed è integrato dal Regolamento e dai Piani di Lavoro disciplinari d'Istituto.
Elaborato dal Collegio dei Docenti con la partecipazione delle diverse componenti, è adottato dal Consiglio di Istituto, è reso pubblico e viene consegnato agli alunni e alle famiglie al momento dell'iscrizione.
RIFERIMENTI NORMATIVI
Il POF, nelle istituzioni scolastiche, è esigenza derivante dall'attuale processo di applicazione dell'autonomia. In particolare, il D.P.R. 8 marzo 1999, n.275 art 3 (caratteristiche e modalità di realizzazione )
- D.M. 19/7/99, n.180, ripresa più tardi dalla C.M. 4/8/99, n.194 ( interventi da inserire nel Piano come prioritari rispetto ad altri)
- D.P.R. 567 del 10/10 /1996 (Disciplina delle attività complementari e delle attività integrative nelle istituzi oni scolastiche)
- C.M. n° 766 del 27/11 1997 e D. M N°765 (allegato) (Sperimentazione in ambito nazionale dell'autonomia organizzativa e didattica delle istituzioni scolastiche)
- Art. 21 della Legge 59 (c.d.Bassanini) del 3 / 3 /1997
- Legge 18/12 /1997,n° 440 ( Istituzione del Fondo per l'arricchimento e l'ampliamento dell'offerta formativa e per gli interventi perequativi)
- Regolamento generale su " Autonomia delle istituzioni scolastiche" del 25 /2 / 1999
- Contratto collettivo nazionale di lavoro (comparto scuola) sottoscritto il 3 /5 /1999
- Contratto collettivo nazionale integrativo sottoscritto il 3 /8 /1999
- C. M 194 del 4 /8 /1999 Finanziamento del Piano dell'Offerta Formativa
- Nota ministeriale prot. N° 4681/A2 del 6/08/99
- C.M. 211 del 3/9/1999 Linee di indirizzo per l'aggiornamento e la formazione in servizio
- C.M. n° 214 dell'8 / 9 / 1999 Effetti del contratto integrativo sulla programmazione delle attività scolastiche
- La legge quadro del 5/02/1992 n. 104 che assicura ai diversamente abili il diritto all'istruzione e all'educazione attraverso un intervento educativo didattico individualizzato.
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