Il tedesco ... perché ?
Una lingua per conoscere,
una lingua per viaggiare,
una lingua per crescere
Un sindaco dalla Calabria, un diplomatico dell'OSCE a Vienna, il piccolo Giorgio che da grande vuole fare il poliziotto, un ballerino di break-dance, una studentessa, una ricercatrice, un manager...
Perché parlano tedesco?
Che rapporto hanno con la lingua tedesca?
Ecco le loro testimonianze!
Così glielo posso dire nella loro lingua…
Ho otto anni, e da grande voglio fare il poliziotto, come mio padre. A scuola studio già l’inglese, ma voglio imparare anche il tedesco perché da noi sono tanti i turisti tedeschi. Così, se sbagliano - se vanno troppo forte o non mettono i fari - glielo posso dire nella loro lingua…
Giorgio
alunno delle elementari
Non un’ospite di passaggio
Sono a Zurigo ormai da dieci anni. Prima come studentessa, poi come ricercatrice del Politecnico Federale. Fondamentale per la mie scelte professionali, la conoscenza del tedesco lo è stata anche per la mia vita privata.
Ho fatto amicizie, instaurato rapporti, insomma vivo qui sentendomi parte integrante della comunità e non un’ospite di passaggio.
Giorgia Valsesia
ricercatrice biotecnologie alla ETH di Zurigo
Amici del tedesco
Il nostro è un piccolo paese della Calabria. Tanti emigrati, quasi tutti in Germania.
Tanti turisti, soprattutto tedeschi. E ottimi rapporti commerciali con i paesi di lingua tedesca. E così, per una volta, in giunta comunale abbiamo preso una decisione tutt’insieme, nessuno escluso: aderire all’associazione “amici del tedesco”.
Caterina Tascione
sindaco di Carfizzi, Crotone
Pensare in più lingue, travalicare le frontiere
Lavorare in un’organizzazione internazionale con sede a Vienna mi ha dato modo di tornare in un ambiente di cultura tedesca, oltre che di altissima qualità di vita. L’organizzazione si chiama OSCE, e ha fra i suoi compiti quello di promuovere la democrazia e lo stato di diritto nell’area dell’ex Unione Sovietica e nei Balcani.
In questa come in altre organizzazioni multilaterali, la lingua di lavoro è l’inglese.
In molti paesi d’Europa la quasi perfetta conoscenza dell’inglese è un fatto scontato, e l’intellighenzia che si muove in un ambito internazionale considera normale parlare tre-quattro lingue. E spesso nella scelta delle scuole dei figli fa in modo che arrivino all’università già trilingui. segue...
Francesco Bascone
rappresentante permanente dell’Italia presso l’OSCE, Vienna
Ambiente scientifico internazionale
Se oggi vivo e lavoro nel mio paese, lo devo a una borsa di studio DAAD in Germania. Nessun paradosso. Quell’esperienza, infatti, mi ha aperto le porte di un ambiente scientifico internazionale all’interno del quale ho potuto conseguire quelle competenze linguistiche e scientifiche che mi hanno permesso di approdare felicemente all’insegnamento universitario.
Rosa Maria Piccione
professoressa universitaria, Torino
Una marcia in più
Da sempre l’Italia è tra i referenti privilegiati sia in campo economico e politico che sociale e culturale, come conferma la numerosa presenza sul nostro territorio di aziende con casa madre in Germania. Personalmente posso affermare che parlare il tedesco mi ha permesso di muovermi con facilità in un ambiente internazionale, come quello dell’azienda per cui lavoro, rendendomi indipendente nei rapporti con i colleghi stranieri e disponibile a soggiorni all’estero.
Giampiero Vantellino
Bayer HealthCare, direttore Divisione Sanità Animale
Sete d’Europa
Non per vantarmi, ma quando parlo, tutti pensano che io sia tedesco. In realtà sono ungherese, di Budapest, e il tedesco l’ho imparato a scuola. E come me, tantissimi altri ragazzi. Un po’ c’entra il passato - il nostro legame storico con l’Austria - ma la molla principale è il futuro, la nostra sete d’Europa, la nostra voglia di viaggiare e conoscere altre storie, altre culture.
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